Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Albrecht Durer |5

Albrecht Dürer · Autoritratto con guanti · 1498 · Museo del Prado · Madrid

Albrecht Dürer · Autoritratto con guanti · 1498 · Museo del Prado · Madrid

Desideravo trovare nuove strade; prima, però, dovevo dare ordine alla mia vita. Mi sono sposato. Ma non era certo mia intenzione farmi fermare da una donna e così, subito dopo, sono partito per Venezia. A quell’epoca avevo ventitré anni e il mio spirito era esuberante; non avevo soldi, non avevo un nome; ho viaggiato soprattutto a piedi, attraverso Innsbruck, il Tirolo, Trento. Mi fermavo a disegnare il paesaggio e procedevo lentamente, come se volessi abituarmi per gradi allo spettacolo della grande Venezia che stava per pararsi davanti ai miei occhi stupefatti. […] Ho sempre avuto un debole, tu lo sai, per le stoffe colorate, l’armonia e la bellezza del portamento: tante volte il nostro amico astronomo Lorenz Behaim e tu avete preso in giro la mia vanità! Ho seguito anche lezioni di danza, ma quanto ad eleganza nei movimenti, non potevo competere con gli italiani. Avrei potuto smarrirmi in quella disordinata opulenza, ma prima di partire mi ero fatto fare l’oroscopo da Behaim: Mercurio, nella mia ruota della Fortuna, mi avrebbe protetto nei guadagni e Venere nell’arte e nel successo con le donne. Albrecht Dürer · Dalla Lettera a Willibald Pirkheimer


La disciplina del genio

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