Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Caravaggio |2

Caravaggio · I musici (con possibile autoritratto) · 1595-96 · Metropolitan Museum of Art · New York

Caravaggio · I musici (con possibile autoritratto) · 1595-96 · Metropolitan Museum of Art · New York

Bisognoso com’era, né certo in grado di pagarsi i modelli vari che avrebbe desiderato, non sorprende che Caravaggio si valesse dei suoi gratuiti amichetti coetanei, figli di scalpellini lombardi o di affittacamere romani, garzoni d’osteria, ragazzi di strada. E, data quella certa età, non c’è neppure da strogolare sull’apparenza naturalmente un po’ ambigua del Bacco e del Suonatore di liuto, talora, infatti, detto suonatrice. O forse v’intervenne in parte anche un’altra ragione, e questa dell’arte; una lieve collusione, intendo, con una voga pittorica allora incline a un certo, chiamiamolo pure, angelismo. Gli angeli erano il problema tematico della bellezza a quei giorni. I Musici, pur essendo a mio parere soltanto una copia, rispecchia molto fedelmente un originale del Caravaggio dove il gusto di insolente allegoria paganeggiante (accentuato persino dalle ali di Cupido in uno dei modelli) [la prima figura da sinistra] può difficilmente credersi identico alla musica di alcuni giovani ritratti dal naturale assai bene, dipinto per il cardinal Del Monte  e che, per il costume moderno, poté accompagnare il quadro famoso dei Bari comprato dallo stesso patrono; e accanto ad esso diede il modello per i tanti Suonatori e Giocatori della cerchia caravaggesca. Guai a dimenticare che a quei giorni quasi non si dipingeva che per soggetti imposti, su commissione, e che questo era appannaggio esclusivo di ordinatori ecclesiastici o di nobili collezionisti. Caravaggio doveva destreggiarsi fra gli umori di questi committenti. Roberto Longhi · Da Cimabue a Morandi

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