Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Giovanni Gerolamo Savoldo

Giovanni Gerolamo Savoldo · Autoritratto · 1525-29 | Altre titolazioni: Ritratto di Gaston de Foix · Ritratto d’uomo in armatura · Ritratto di uomo innamorato Louvre · Paris

Giovanni Gerolamo Savoldo · Autoritratto · 1525-29 · Louvre · Paris
Altre titolazioni: Ritratto di Gaston de Foix · Ritratto d’uomo in armatura · Ritratto di uomo innamorato

L’amor, dona, ch’io te porto
volentier voria scoprire,
el mio affanno voria dire
che per té pena soporto.
Io non so come ti possa
descoprir l’ardente foco
che me bruza fino al ossa
e non vedo tempo e loco;
e che, haime, bruzo infocho
senza aver alcun conforto.
Non me fido a mandar messo,
per che temo esser gabato;
s’io te passo per apresso
tu te volti in altro lato;
chiuso son più giorni stato
senza aver alcun conforto.

Giacomo Fogliano · L’amor, dona, ch’io te porto · Prima metà del XVI secolo

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Savoldo · Maddalena · 1535-40 · National Gallery · London

Savoldo · Maddalena · 1535-40 · National Gallery · London

La Maria Maddalena ha un panneggio straordinario, cangiante e quasi fosforescente, di un argento chiaro e splendente che troviamo anche nelle vesti di certi angeli di Savoldo, che rappresenta una luce lunare, notturna, e ha la strana capacità di illuminare attraverso l’intervento sui grigi e sui neri: il bianco e la luce derivano da una stesura in gran parte scura, su colori molto profondi. Nella Maddalena di Londra, Savoldo tocca il suo punto più autonomo: non è più giorgionesco né precaravaggesco: è soltanto il grande pittore di una visione totalmente interiore, nel senso letterale della parola. Egli non vede la realtà, ma qualcosa che è totalmente dentro di lui, trasmettendo una dimensione visionaria, oltre la pittura, attraverso la pittura. Vittorio Sgarbi · Nel nome del figlio


Il mistero Savoldo

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