Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Guercino

Guercino · Autoritratto · 1635 · Louvre · Paris

Guercino · Autoritratto  · 1635 · Louvre · Paris

La nebbia della pianura ferrarese, che smorza ogni contrasto chiaroscurale, fin sotto la minima soglia di percezione, è un buio chiaro, nella cui aria, gravida di acqua e permeata da una luce pulviscolare, si annullano le ombre e dove, alla sensibilità retinica della visione, tutto sembra mancare di materia. Guercino, nei suoi paesaggi sognati, è come se cercasse di risarcire la propria terra della materia derubatale, del suo colore, delle ombre smarrite: densificando quello che si disgrega, saturando quello che sta sbiadendosi e inscurendo ciò che rischia di svanire in una limbale luminescenza. Della condizione padana, come eredità della nebbia, sembra riconoscere solo la sensazione di sentirsela addosso e la traduce in una pittura che, seppur alteratrice del vero, ne restituisce una fervida percezione evocativa. È una pittura che contiene il potere di sollecitare i sensi, riuscendo a fare intuire il tatto viscido e persino gli odori acquitrinosi di quel contesto naturale. Massimo Pulini · Guercino, racconti di paese

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