Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Jan Vermeer

Jan Vermeer · L’arte della Pittura (atelier del pittore) · 1665-66 · Kunsthistorisches Museum · Wien

Jan Vermeer · L’arte della Pittura | Atelier del pittore · 1665-66 · Kunsthistorisches Museum · Wien

Mi sono ritirato dalla vita e come un codardo mi sono nascosto in una quiete immaginaria, densa come pietra. Inattaccabile. Una fortezza di imperturbabilità. Della mia casa, che in realtà sta piano piano andando in rovina, ho dipinto un’immagine ideale, solo in apparenza vera, e fuori da questo sogno che mi sono costruito non potrei sopravvivere. Dalle fessure della porta mi arrivano gli strilli dei miei bambini, ma io riesco a estraniarmi così tanto che dipingo stanze abitate dai silenzi. […] Ho finito per creare un universo sommesso e modesto come quello in cui mi rifugio, ma non l’ho fatto con intenzione, per seguire un progetto o un’idea. L’ho fatto per vigliaccheria, perché in quelle visioni raggiungevo la sovrana indifferenza che non riuscivo ad accordare alla mia vita quotidiana, travolta dalle liti della famiglia di mia moglie, dall’insicurezza economica, dalla continua, inesorabile, nascita di nuovi figli. Solo in quella stanza dove mi ritiro a dipingere riesco a capovolgere la mia esistenza. A invertirne la rotta. Esattamente come ho fatto con la luce, ribaltando il metodo degli altri pittori che mettono gli scuri nel fondo dei loro quadri. Io, al contrario, parto proprio dalle ombre, in primo piano, e poi scalo i toni verso colori sempre più chiari, come il musicista sale le ottave fino i suoni più alti, i più cristallini, e finalmente, nel punto estremo, dissolvo la luce nel bianco assoluto, come un acuto. È tutto quello che ho fatto: partire dalle tenebre della vita, dal suo lato più sgradevole, per dissolverle in uno spazio luminoso e mentale. Sono stato un’ombra in un mondo immaginario, esistito solo nella mia testa. Così ho affrontato anche l’intera esistenza: fuggendola. Per questo non sono riuscito che a ritrarmi una sola volta: di spalle, in ombra, come un voyeur che guarda la Pittura. Ecco qual è la faccia del perdente: ha la forma delle mie spalle. Francesca Bonazzoli · L’inganno della scimmia

.
post-shadow

This site is protected by wp-copyrightpro.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: