Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Johannes Gumpp |2

Johannes Gumpp · Doppio autoritratto allo specchio · 1646 · Uffizi · Firenze

Johannes Gumpp · Doppio autoritratto allo specchio · 1646 · Uffizi · Firenze

La diffusione dello specchio di vetro piano di Murano, pur se già conosciuto nei secoli precedenti, ha una precisa corrispondenza con la nascita della prospettiva e dell’autoritratto. L’artista, dal momento che dovrebbe teoricamente – come diceva Alberti – riprodurre la realtà proiettata su una superficie riflettente, non ha altra possibilità di rappresentarsi se non mentre guarda in uno specchio, cioè mentre si guarda. In termini cinematografici, potremmo dire insomma che l’autoritratto è teoricamente caratterizzato dalla presenza di uno sguardo in macchina, cioè di uno sguardo che coincide esattamente con il punto di vista del quadro. Ma poiché il punto di vista è presupposto a sua volta coincidere con lo sguardo dello spettatore (a sua volta coincidente con lo sguardo dell’autore) ne consegue che il ritrattato guarda colui che lo sta guardando mentre lo sta guardando. Ogni sguardo in macchina, in sostanza, dice io ti guardo guardarmi. Nel caso dell’autoritratto abbiamo perciò una coincidenza fra un io ti guardo guardarmi e un io mi guardo guardarmi. Nell’autoritratto di Gumpp, un pittore austriaco di cui non si ha quasi notizia, l’artista si mostra di schiena mentre sta osservando se stesso nello specchio e contemporaneamente copiando l’immagine su un quadro. I due frontali (specchio, quadro) sono però sottilmente diversi, dato che il primo ha lo sguardo dritto verso destra e il secondo obliquo verso lo spettatore. La contraddizione si risolve pensando al punto di vista di quest’ultimo, che, se la scena fosse reale, vedrebbe il protagonista nella prospettiva che lo specchio rinvia. Sul quadro, tuttavia, è riprodotta la prospettiva del pittore mediante una sapiente proiezione. Il gioco non finisce qui. Lo sguardo del personaggio nello specchio ha come bersaglio il dipinto, e quello del personaggio dipinto ha come bersaglio il pittore, che noi vediamo di spalle. La sottigliezza è mirabile: un primo circuito di sguardi parte dall’artista, che si guarda nello specchio e poi si riproduce sulla tela. Ma poi lo specchio soppesa le tela, e la tela soppesa l’artista. Omar Calabrese · L’arte dell’autoritratto

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