Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Lavinia Fontana

Lavinia Fontana · Autoritratto allo scrittoio · 1579 · Uffizi · Firenze

Lavinia Fontana · Autoritratto allo scrittoio · 1579 · Uffizi · Firenze

In genere le pittrici che la storia è costretta a nominare, son state figlie di pittori e hanno imparato l’arte in casa. Diversa era la condizione di un ragazzino, anche lui figlio di pittore: al primo scarabocchio sui muri imbiancati, il padre lo spedisce da un collega di grido  e lì rimane, giorno e notte, per due o tre anni, finché non dimostra di sapersela cavare e di esser capace di provvedere a se stesso. Lavinia non si è mai mossa di casa e lì resta finché suo padre ha qualcosa – e non è molto – da insegnarle. Per ora si sfoga a far ritratti di chiunque le capiti sotto tiro. [..] Abbandonata Bologna, divenuta coi Carracci una specie di capitale pittorica, Lavinia arrivò a Roma nel 1603, l’anno in cui l’abate di san Paolo le commissionò un’opera per un altare della sua basilica. Fu per lei un grande onore, ma anche causa di preoccupazioni: la casa dove alloggiò aveva i soffitti bassi, la grande tela di san Paolo non avrebbe potuto neppure entrarci: il cardinal d’Este, suo protettore, dovette prestarle un salone dove le fosse possibile lavorare. Ma, evidentemente, lavorar per chiese non le era congeniale. Il quadro non piacque; al confronto con le grandi pitture del tempo parve goffo e provinciale. I biografi della Fontana ignorano o tacciono questa disavventura, asserendo che le sue opere andarono in gran parte disperse, sorte comune dei ritratti non eccelsi. Anna Banti · Quando anche le donne si misero a dipingere

.Lavinia Fontana · Autoritratto al clavicembalo · 1577 · Accademia di san Luca · Roma

Lavinia Fontana · Autoritratto al clavicembalo · 1577 · Accademia di san Luca · Roma

.
post-shadow

This site is protected by wp-copyrightpro.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: