Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Luca Signorelli |2

Luca d’Egidio di Ventura | Luca Signorelli · Autoritratto (a sinistra) e ritratto del camerlengo Niccolò d’Agnolo Franchi · 1503 Museo dell’Opera del Duomo · Orvieto

Luca d’Egidio di Ventura | Luca Signorelli · Autoritratto (a sinistra) e ritratto del camerlengo Niccolò d’Agnolo Franchi · 1503
Museo dell’Opera del Duomo · Orvieto

Quello che noi chiamiamo Rinascimento non fu certo una civiltà di mercantucci e di artigiani, e nemmeno la civiltà di una borghesia agiata e mediocremente colta; fu piuttosto il patrimonio d’idee, gelosamente riservato ed esclusivo, di una élite imbevuta di cultura latina. Vi avevano parte principalmente le sfere collegate al movimento umanistico e neoplatonico: classe intellettualmente omogenea, in complesso concorde come, ad esempio, non fu mai il clero nella sua totalità. Le opere più significative dell’arte erano destinate a tale cerchia. Gli ambienti più larghi non ne sapevano nulla, oppure le giudicavano con criteri inadeguati, non estetici, e per sé s’accontentavano di prodotti di scarso valore. Fu allora che si determinò quella distanza, insuperabile e decisiva per tutto lo sviluppo successivo, fra una minoranza colta e una maggioranza incolta, distanza che in questa misura le epoche precedenti avevano ignorato. Arnold Hauser · Storia sociale dell’arte


Tormenti ed estasi del genio caro a Michelangelo

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