Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Maestro di Francoforte

Maestro di Francoforte · Autoritratto del pittore con la moglie · 1496 · Museo Reale di Belle Arti · Anvers

Maestro di Francoforte · Autoritratto del pittore con la moglie
1496 ·
Museo Reale di Belle Arti · Anvers

La mosca dipinta esalta le capacità illusionistiche della pittura, attraverso l’espediente di un dettaglio dell’immagine che sembra avanzare verso gli occhi dell’osservatore, come se fuoriuscisse dal piano del quadro. Quest’effetto illusionistico, tipico del trompe-l’oeil, non è toscano, ma nordico. La raffigurazione dell’insetto sulla tela, o sulla tavola, offre al pittore il pretesto di mettere in mostra la propria abilità. Il dettaglio della mosca contrassegna, a partire dal Quattrocento, l’emergere di una coscienza artistica moderna, al punto che il motivo prolungherà la sua esistenza per molti secoli. Animale funesto, che si nutre dei cadaveri e, secondo Plinio il Vecchio, veicolo di malattie come la peste, la mosca, in pittura, riveste contenuti morali. Daniel Arasse · Il dettaglio


Sulla cuffia della sposa, nell’autoritratto del Pittore con la moglie del Maestro di Francoforte, l’insetto è troppo grande per non essersi appena posato ma, d’altra parte, con nostro stupore, un’altra mosca in basso, di identiche dimensioni, sta vicino al piatto delle ciliegie come facesse parte della rappresentazione, nell’atto di gustare il frutto. Così i due insetti si dividono i compiti: quello della tavola, legato all’apparato simbolico, sottolinea, secondo i dettami dell’iconologia, la precarietà della felicità; quello della cuffia, se deve essere giudicato estraneo alla scena e in quanto visitatore indesiderato del quadro, interviene per dimostrare il virtuosismo, il motivo giottesco. Vittorio Sgarbi · Il sogno della pittura

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