Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Paolo Veronese

Paolo Veronese · Autoritratto · 1574-78 · Da Il convito in casa di Levi · Gallerie dell'Accademia · Venezia

Paolo Veronese · Autoritratto · 1574-78 · Da Il convito in casa di Levi · Gallerie dell’Accademia · Venezia

.Paolo Veronese · Autoritratto · 1560-61 · Villa Barbaro · Maser

Paolo Veronese · Autoritratto · 1560-61 · Villa Barbaro · Maser

Paolo Veronese è l’erede del largo spirituale, della gioia riposata che da Bellini s’erano sempre più diffusi in Giorgione, in Tiziano giovane. Ma l’ampiezza coloristica che Veronese raggiunge lo porta, oltre la calma, in una indifferenza che sarebbe ripugnante nella vita ed è sublime nell’arte. Egli è il puro pittore: per conseguenza. Nessuno meno schiavo di lui del soggetto e soprattutto del soggetto religioso. Ogni fatto diviene una festa, una cerimonia o un banchetto. Perché? Per la necessità del colore che vuole candori di palazzi signorili, di drappi, di drappi e ancora di drappi. E come salvarsi dal bitume di Tiziano e di Tintoretto? È naturale: continuando il plein-air e sostituendo, nella superficie della tela, al predominio delle masse e dei campi scuri, quello dei campi chiari. La sua intonazione è eternamente in bonaccia di cieli torpidi e lattei di lenti meriggi d’agosto ed è intonazione di tale inesorabile unicità da ottundere tutte le tinte e tramarle come dietro una fitta griglia biancastra. Questo gli serve per distribuire con parsimonia e graduazione mirabili gli effetti delle tinte che cantano da ogni angolo della tela con voce più o meno sommessa: il vero effetto sinfonico del colore. Roberto Longhi · Breve ma veridica storia della pittura italiana

Paolo Veronese · Autoritratto · 1558-63 · Hermitage · Sankt-Peterburg

Paolo Veronese · Autoritratto · 1558-63 · Hermitage · Sankt-Peterburg

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