Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Piero della Francesca |3

PIERO-DELLA-FRANCESCA-RESURREZIONE-1460

Piero della Francesca · Autoritratto (seconda figura da sinistra) · 1460
Da
La Resurrezione di Cristo · Museo civico · Sansepolcro

L’impersonalità è il dono con cui Piero ci incanta; è la sua virtù più tipica, ed egli la condivide con due soli altri artisti: l’anonimo scultore dei frontoni del Partenone, e Velasquez, che dipinse senza tradire neppure un’ombra di sentimento. Ma non fu impersonale soltanto nel metodo, come tutti i grandi artisti. Fu, come si dice comunemente, impassibile; cioè poco emotivo nelle sue stesse concezioni. Gli piaceva l’impersonalità, l’assenza di emozioni manifeste, come qualità delle cose. Avendo prescelto, per motivi artistici, tipi virili al più alto grado e, forse per motivi analoghi, un paesaggio della maggiore severità e dignità, combinò e ricombinò tali elementi, e questi soltanto, come esigevano i vari temi: in modo che le figure solenni, le azioni calme, i paesaggi severi, esclusa ogni mediazione sentimentale, esercitassero su di noi il potere più intenso. Piero non si domanda mai che cosa sentano i suoi personaggi: le loro emozioni non lo riguardano. Bernard Berenson · I pittori italiani del Rinascimento


L’uomo che salvò La Resurrezione

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