Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Piero di Cosimo

Piero di Cosimo · Autoritratto · 1510 ca · Da Liberazione di Andromeda · Uffizi · Firenze

Piero di Cosimo · Autoritratto · 1510 ca · Da Liberazione di Andromeda · Uffizi · Firenze

Piero di Cosimo che non volle il prete al momento del trapasso; odiava dottori e nutrici non meno che i monaci salmodianti ma amava il suono d’un gagliardo scroscio di pioggia; era innamorato degli animali e pieno d’ammirazione per qualsiasi cosa che fosse prodotta dalla natura per istranezza ed a caso; traeva il più grande godimento da lunghe solitarie passeggiate; rifiutava perfino di fare potare gli alberi del suo giardino perché le cose d’essa natura bisogna lasciarle custodire a lei. E per mostrare come l’uomo, non per intervento divino ma solo impiegando le sue innate capacità, avesse imparato a vincere i mali e le difficoltà di quella che noi chiamiamo età della pietra pur evitando costrizioni e artificiosità, prese spunto dall’Eneide di Virgilio, dai Fasti di Ovidio e anche da quei due autori classici in cui poteva trovare il più efficace sostegno a quella che vorremmo chiamare interpretazione evoluzionistica della storia: Lucrezio e Vitruvio. Erwin Panofsky · Rinascimento e rinascenze nell’arte occidentale

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Piero di Lorenzo (Piero di Cosimo) · Liberazione di Andromeda · 1510 ca · Uffizi · Firenze

Piero di Cosimo · Liberazione di Andromeda · 1510 ca · Uffizi · Firenze

Piero di Cosimo amava mettere il suo grande talento al servizio di una pittura fantastica, dove l’aspetto visionario sembra prendere il sopravvento. Come dimostra la Liberazione di Andromeda, dove il protagonista è una sorta di rossastro cagnone pinnato che soffia l’anima dalle narici sulle acque cumuliformi di un mare verdastro, mentre il piccolo Perseo, in piedi sulle sue spalle, sta per dargli il colpo di grazia. Ma intanto, un altro Perseo viene giù dal cielo, grazie a dei calzari muniti di ali, e a riva impazza una sarabanda tragicomica di figurine da carnevale orientale, che pare ignorare la discinta Andromeda che, ancora legata a un nodoso tronco, si dimena inutilmente. Piero di Cosimo faceva la gioia di noi bambini, per le decine di elementi simbolici sparsi nei suoi dipinti, che ci facevano ammirare la sua maestria e fantasia. Il babbo notava che era praticamente contemporaneo dell’olandese Hieronymus Bosch e che i due, senza conoscersi, avevano lo stesso approccio giocoso sulla pittura, e uno sguardo contorto sulla vita che raccontavano. Francesco M. Cataluccio · La memoria degli Uffizi

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