Storia dell'Autoritratto e del Selfie

Robert Campin

Robert Campin | Maestro di Flémalle · Autoritratto presunto · 1427-1432 ca | Dal Trittico di Mérode · Metropolitan Museum · New York

Robert Campin | Maestro di Flémalle · Autoritratto presunto · 1427-1432 ca
Dal Trittico di Mérode · Metropolitan Museum · New York

Il rinascimento a rigor di termini dovrebbe significare una nascita dopo una morte, una fecondità improvvisa come quella di Sara dopo un lungo periodo di sterilità. Difatti, il rinascimento venne quando l’arte periva di perfezione formale ed il pensiero si perdeva in sottigliezze oziose. [..] Tutta la conquista moderna, dell’aria, della terra, del mare, della malattia, dell’ignoranza, si fonde, per così dire, nel crogiolo della mente e si trasforma in una piccola goccia d’acqua, in una lacrima. Se il rinascimento non avesse fatto altro, avrebbe fatto molto creando in noi stessi e nella nostra arte il senso della pietà per ogni essere che vive e spera e muore e s’illude. James Joyce · Scritti italiani  

Robert Campin | Maestro di Flémalle · Trittico di Mérode · 1427-1432 ca · Metropolitan Museum · New York

Robert Campin | Maestro di Flémalle · Trittico di Mérode · 1427-1432 ca · Metropolitan Museum · New York

Come quasi tutti i grandi movimenti innovatori nella storia dell’arte, due fenomeni concomitanti – la ars nova di Jan van Eyck, di Robert Campin e di Roger van der Weyden, e la buona maniera moderna del Brunelleschi, di Donatello e di Masaccio – si liberarono della tradizione precedente per mezzo di una fertilizzazione dall’esterno, da una parte, e per mezzo d’una reversione, dall’altra: oltre i confini del parrocchialismo professionale, i pionieri di questi movimenti cercarono una guida in arti sorelle che avevano raggiunto risultati notevoli con diversi mezzi tecnici d’espressione; fuor dai confini del tempo, cercarono guida nel lontano passato. […] I primitivi olandesi, giustamente famosi per la loro capacità di dare alle creazioni dell’uomo la stessa parvenza di realtà che assumevano i prodotti della natura, spesso includevano nelle loro composizioni ogni sorta di edifici e manufatti a seconda delle esigenze iconografiche. Così furon costretti a costruire, senza perdita in verisimiglianza, quel che desideravano si vedesse. Dovettero in certo modo divenire falegnami, ramai, orafi, tessitori di tappeti, scultori e architetti di se medesimi, usando il pennello in luogo del martello, delle pinze e dello scalpello. Erwin Panofsky · Rinascimento e rinascenze nell’arte occidentale

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